L’Innovazione che Guida le Scelte

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Fare agricoltura oggi significa assumere decisioni quotidiane in un contesto caratterizzato da crescente variabilità climatica e complessità gestionale. In questo scenario, l’esperienza resta centrale, ma deve essere affiancata da strumenti in grado di fornire una lettura continua e oggettiva del campo.

L’agricoltura di precisione adottata in azienda nasce da questa esigenza: trasformare l’osservazione agronomica in un processo strutturato, basato su dati misurabili e confrontabili nel tempo, senza mai perdere il controllo umano delle scelte.

Monitoraggio integrato del sistema colturale

Il sistema di monitoraggio aziendale è progettato per osservare in modo integrato i tre elementi chiave del sistema agricolo — suolo, pianta e clima. La rete di sensori permanenti installati in campo consente di raccogliere dati continui su parametri agro-climatici e idrici, superando la logica del rilievo occasionale. Questa impostazione permette di intercettare tempestivamente variazioni critiche — deficit idrici, condizioni microclimatiche favorevoli a stress o patogeni, squilibri nel profilo del suolo — prima che si traducano in cali produttivi o interventi correttivi tardivi.

Il valore del monitoraggio non risiede nel singolo dato, ma nella continuità della misurazione: le rilevazioni, effettuate a intervalli ravvicinati, alimentano una base dati storica che consente di analizzare l’andamento stagionale dei parametri climatici, confrontare annate diverse e valutare l’impatto reale delle scelte agronomiche adottate. Questo approccio permette di passare da una gestione reattiva a una gestione predittiva, in cui le decisioni non si basano su medie teoriche, ma sul comportamento reale del sistema colturale nel tempo.

Dal dato alle decisioni agronomiche

Le informazioni raccolte costituiscono il fulcro delle decisioni operative. L’irrigazione e la fertirrigazione vengono programmate in funzione dello stato idrico effettivo del suolo, riducendo sia gli stress per le piante sia gli sprechi di risorsa. Nei periodi estivi il consumo medio stimato varia tra 600 e 1.000 litri per pianta all’anno, con irrigazioni settimanali da giugno a metà settembre; frequenza e volumi non seguono schemi rigidi, ma vengono modulati in base all’andamento climatico e alla risposta del terreno, riconoscendo la variabilità come elemento fisiologico del sistema.

I parametri climatici e di bagnatura fogliare alimentano inoltre modelli previsionali utili alla gestione fitosanitaria, permettendo di intervenire solo in presenza di condizioni di rischio concreto. Questo consente di ridurre il numero di trattamenti superflui e di aumentare l’efficacia di quelli realmente necessari, in linea con i principi della produzione integrata.

Automazione assistita ed efficienza operativa

Il sistema digitale fornisce indicazioni operative e suggerimenti basati sull’elaborazione dei dati, ma non agisce in autonomia: la decisione finale resta sempre in capo all’agronomo, che valuta le raccomandazioni alla luce del contesto aziendale, delle priorità operative e delle condizioni reali del campo. Questa automazione assistita consente di unire la precisione del dato alla capacità di interpretazione umana, evitando il rischio di una gestione standardizzata e mantenendo un approccio agronomico consapevole e responsabile.

La pianificazione delle operazioni basata sui dati permette inoltre di ridurre il numero di passaggi dei mezzi agricoli in campo. Intervenire solo quando necessario significa limitare il compattamento del suolo, ridurre i consumi di carburante e ottimizzare i tempi di lavoro; la possibilità di combinare più operazioni in un unico passaggio migliora l’efficienza complessiva dei cantieri agricoli e contribuisce a ridurre l’impronta ambientale del sistema produttivo, senza compromettere la qualità delle lavorazioni.

Innovazione come strumento di precisione

L’agricoltura di precisione adottata non rappresenta un esercizio tecnologico fine a sé stesso, ma uno strumento di governo del sistema agricolo che consente di prendere decisioni più informate, ridurre le incertezze e affrontare la variabilità climatica con maggiore controllo. La tecnologia non sostituisce l’esperienza, ma la rende più solida, tracciabile e verificabile nel tempo, rafforzando la qualità delle scelte agronomiche e trasformando l’innovazione in un alleato quotidiano del lavoro agricolo.

Immagine di Katerina Monroe
Katerina Monroe

@katerinam •  More Posts by Katerina

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